martedì 29 gennaio 2013

Basta con questa farsa!

Ormai non ne posso veramente più di questa dirigenza di merda che ha rovinato quanto di meraviglioso era riuscito a creare da solo Josè Mourinho in quel neanche troppo lontano 2010. Una squadra meravigliosa, stracolma di campioni arrivata a primeggiare in Italia, in Europa e nel mondo. Poi l'addio dello Special One, cosa più funesta non credo sia mai esistita. La società Inter ha compiuto da quel momento in poi una serie inenarrabile di stronzate senza fine distruggendo pezzo per pezzo quel bellissimo mosaico creato dal leggendario portoghese fino a ridurle alle condizioni pietose raggiunte la scorsa stagione, con un piazzamento finale in campionato da squadretta di metà classifica e costretta a giocare i preliminari di Europa League contro squadre scandalosamente scarse e prive di fascino. Una luce si era accesa con l'arrivo di Andrea Stramaccioni, talentuosissimo allenatore (e i risultati lo dimostrano) salito dalla primavera dopo aver vinto con questa la Champions League di categoria per guidare la prima squadra in un nuovo progetto a lungo termine, basato sull'integrazione tra gli ultimi campioni rimasti e i giovani talenti del nostro settore giovanile. Dopo mesi di speranze e illusioni, oggi 29 gennaio 2013 tutti noi tifosi nerazzurri (e non solo) abbiamo scoperto la farsa messa in atto dalla società guidata da un presidente che ormai non ha più passione né voglia di riportare l'Inter ai livelli che si merita. Una farsa conclusa con la cessione dell'ennesimo campionissimo del triplete Wesley Sneijder alla irrisoria cifra di 7,5 milioni di euro e all'arrivo di Tommaso Rocchi per rinforzare l'attacco. In più, ci hanno fatto sognare dicendo che una ulteriore cessione seppur dolorosa sarebbe stata necessaria per portare all'Inter un giocatore di livello superiore, che potesse dare una svolta a un centrocampo scarsissimo composto da falegnami e operai più che da artisti del pallone. E allora via Coutinho al Liverpool per 12 milioni di euro e... dentro nessuno. Paulinho, il centrocampista brasiliano tanto seguito dai nostri dirigenti, resta in Brasile e noi allora a poche ore dalla chiusura del mercato restiamo così, perplessi, nel veder partire un fenomeno come Sneijder e un potenziale fenomeno come Coutinho per vedere arrivare il pensionato Rocchi, mentre le altre big italiane fanno colpi ad effetto come Llorente per la Juventus e, udite udite, Balotelli per il Milan. Allora no, a questo gioco non ci sto più. Mi sono rotto i coglioni di essere preso per i fondelli da quella banda di incompetenti che guidano la nostra società. Via tutti, via Branca con tutta la sua incapacità e l'infinita lista di buchi nell'acqua e operazioni fallimentari che ha condotto personalmente, via Moratti che ha ampiamente dimostrato di non avere più intenzione e voglia di investire sull'Inter, via ahimè Stramaccioni che più di quello che sta facendo non può fare. Meglio per lui andare in una società seria che abbia un progetto vero, come fatto da Montella con la Fiorentina. Via i tifosi dallo stadio perchè questa Inter, questa società non ci merita. Andassero tutti a cagare e solo quando ci sarà un cambiamento radicale nei vertici societari potremo tornare a parlare di Inter, della nostra Inter, quella che questi imbecilli in pochi anni hanno letteralmente distrutto. Basta con questa farsa, tutti a casa!

1 commento:

  1. Questa me l'ero persa e mi dispiace, ma ieri avevo troppo da fare.
    Dunque iniziamo con un distinguo, come a poker.
    Credo di essere stato uno dei primi -sono stato garbatamente redarguito da un tifoso doc come Manuel Rocchi alias Sfrenzy per questo- a chiedere la testa di Moratti per primo, poi di tutta la dirigenza.
    È verità sacrosante: Moratti quella sera a Madrid ha sciolto un voto, si è sentito come suo padre ed è crollata in lui ogni volontà di andare avanti. Capita. Umanamente non lo giustifico né lo capisco, ma so che può capitare. Se sei un soldato qualsiasi ti metti al coperto, non ti fai mai vedere e tiri avanti, ma se sei il comandante non puoi mandare allo sbaraglio la tua truppa. Per questo non ha giustificazioni. Si riempiva casa e ufficio personale di foto di quel giorno, di quella notte e poi lasciava il posto a chi aveva voglia di mantenere la squadra a quei livelli, per arrivare ai quali avevamo aspettato 19 anni di merda e pernacchie dai cugini e da tutti gli altri.
    Eravamo allora quello che siamo tornati ad essere adesso: la favola della serie A, la barzelletta della serie A.
    A questo punto però va detto:
    che la fede in una squadra è eterna, dura più dell'amore in una donna qualsiasi, è una religione e le religioni non si abiurano.
    Che Moratti se ne vada è sacrosanto chiederlo, finché non lo farà, ma abbandonare la squadra questo no. Sostenerla, sostenere quei pochi giocatori che ancora danno il culo per non farla affondare, quei giocatori che sputano fuoco e fiamme per venirci, come Schelotto, e che appena arrivati dicono di essere felici; sostenere un tecnico che ha un solo difetto, è timido e non ha forse il coraggio o la forza di battere i pugni sul tavolo, come avrebbe fatto Mou, ma quanti anni ha Mou quanti Strama? Cosa ha vinto Mou, cosa Strama? Lui già considera una vincita milionaria all'enalotto avere avuto a 36 anni la guida dell'Inter, che sarebbe un sogno per tutti noi.
    È troppo onesto, ma va bene così.
    L'unica cosa che non va bene: fino a che ha fatto la squadra per vincere e non per contrastare gli avversari si è vinto alla grande -vedi Torino quel 3-1 alla Juve contro tutti e contro tutto, anche un arbitraggio di merda- ma da quando adatta la squadra all'avversario la stravolge e le toglie fisionomia.
    Ce la rimetta in campo per vincere e non per contrare, magari con tre o quattro giovani.
    E adesso faccia debuttare i nuovi a Siena, tutti e due, o tutti e tre se ne arrivasse un altro, ma chi?

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