venerdì 28 maggio 2010

Ciao Josè e grazie!

Caro Josè,
ti scrivo questa lettera d'addio come se fossi un amico, dal quale sono costretto a distaccarmi, forse definitivamente. Ci lasci, è ufficiale. Vai al Real Madrid per farlo tornare grande come hai fatto tornare grandi noi. Non nascondo che la felicità per la vittoria della Champions League a coronamento di una storica tripletta è stata un pò macchiata dal dolore nel vederti partire. Ti avrei voluto sulla panchina nerazzurra a vita, come Ferguson allo United o Wenger all'Arsenal. Era semplicemente un sogno il mio perchè non avevo mai visto nei miei quasi 22 anni di vita, dei quali 13 da nerazzurro, un allenatore tanto forte e preparato. Il mio sogno si è infranto oggi quando ho letto dell'ufficialità del tuo approdo al Real Madrid. Sei voluto partire perchè, nonostante l'infinito affetto e la grande empatia che hai trovato con noi tifosi nerazzurri per te non era possibile continuare a lavorare in un mondo marcio e mediocre come il calcio italiano e ti capisco. Sei arrivato in Italia volendo mettere subito le cose in chiaro con quel "Io non sono un pirla", col quale ci hai fatto capire che conoscevi l'Italia e sapevi come affrontarla. Al primo anno hai vinto subito Supercoppa Italiana e Scudetto anche se, lo ammetto, non è stato eccelso sul piano del gioco, o quanto meno non lo è stato con costanza. Partite eccezionali le abbiamo viste, come quella contro la Juventus dove abbiamo segnato un goal di rara bellezza con quel contropiede perfetto finalizzato da Mario Balotelli. SuperMario, il giovane talento con il quale hai spesso dovuto usare toni duri e punizioni con l'obiettivo di farlo crescere e, bisogna ammetterlo, sul piano tattico lo hai migliorato tantissimo. Quella però non era la tua Inter, avevi ereditato la squadra di Mancini, le avevi ridato vita e l'avevi portata nuovamente alla vittoria. Ma non eri soddisfatto lo so, perchè volevi lasciare il segno, volevi che si vedesse la mano dell'allenatore. E questo è successo nel secondo anno, questo anno. Quella appena conclusasi è stata senza dubbio la stagione più bella, difficile ed emozionante della storia dell'Inter. Un campionato vinto contro tante cose sporche, una coppa Italia vinta senza subire nemmeno una sconfitta e, infine, una Champions League riportata a Milano dopo ben 45 anni. Con la cessione di Ibrahimovic e gli acquisti di Lucio, Thiago Motta, Milito, Eto'o, Sneijder e Pandev hai potuto plasmare la TUA INTER. Una squadra dal carattere d'acciaio, con idee chiare e infinita forza di volontà e fame di vittorie. Quest'anno si è visto il tuo gioco, il calcio Mouriniano se così possiamo definirlo. Grande organizzazione tattica, difesa impenetrabile, gioco palla a terra e ripartenze veloci e fulminanti. Con queste armi abbiamo vinto tutto quest'anno entrando prepotentemente nella storia del calcio mondiale. Grazie a te Josè, che hai saputo mettere a disposizione dell'Inter le tue doti di grande allenatore e di grande motivatore. In Italia ti hanno disprezzato, ti hanno offeso, ti hanno colpito ma tu hai sempre lottato, hai sempre difeso te stesso e soprattutto l'Inter, quando dopo mesi e mesi di silenzio stampa hai aperto bocca solo per dire "l'Inter merita rispetto!" alla vigilia della finale di Coppa Italia. Hai avuto il coraggio di spiattellare in faccia agli italiani quella che oggi grazie a te è chiamata "Prostituzione intellettuale". Con la spontaneità di un bambino, hai parlato della stampa leccaculo italiana, hai parlato dei giochi di potere che governano il calcio italiano, hai urlato contro chi invitava a restare zitti e abbassare i toni, quando è stato in questo modo, in questo clima di omertà che è cresciuta Calciopoli. Ricordo tutti quei fenomeni come Moggi, Ranieri, Lo Monaco che hanno sparlato e sparlato di te a più non posso definendoti "un grande comunicatore ma un mediocre allenatore". Tu hai incassato il colpo, hai continuato nel silenzio il tuo lavoro con l'obiettivo di lasciare le risposte al campo. Hai vinto Josè, non c'è stata partita. Tutti quei buffoni che si facevano beffe di te con tanta facilità hanno miseramente perso il confronto. E adesso tutti ti osannano, a partire dai giornali che hanno fatto retromarcia e ti hanno dato il giusto riconoscimento. Ma non è questo che ti interessa. Tu vuoi entrare nella storia, vuoi diventare il più grande allenatore di tutti i tempi. Ora come ora, per me sei il migliore al mondo in assoluto per tutto quello che hai vinto in carriera. Per diventarlo effettivamente ti manca vincere la terza Champions con altrettante squadre diverse. Anche per questo ci hai lasciato tra le lacrime, vai al Real Madrid per vincere un'altra volta la Champions. Io farò il tifo per te sempre, finchè non ci ritroveremo di fronte, il tuo Real contro la mia Inter e allora saremo avversari. Ma in tutte le altre partite tiferò sempre per te, perchè te lo meriti per quello che hai fatto per i nostri colori e per noi tifosi, ai quali hai dato spesso voce con le tue affermazioni, a conferma dell'enorme empatia creatasi tra te e noi. Te ne vai Josè, tra le lacrime, con la voglia di diventare il numero uno perchè Special One ormai ti sta stretto. Spero che un giorno, quando avrai coronato il tuo sogno, ricorderai delle lacrime che hai versato nel lasciarci e tornerai da noi, per scrivere altre nuove pagine di storia nerazzurra. Ad oggi la storia appartiene a te. Grazie Josè, resterai per sempre nel mio cuore.
In bocca al lupo per tutto, Vincenzo.

8 commenti:

  1. www.pianetasamp.blogspot.com

    A me è piaciuto il primo Mourinho, quello brillante e ironico dell'ormai celebre " Io non sono un pirla!" e l'ultimo, quello che mostra tutta la sua sensibilità abbracciando piangendo Moratti e Materazzi...non mi è piaciuto invece quello di "mezzo", credo che con altri atteggiamenti si sarebbe guadagnato senz'altro maggior stima da colleghi e sportivi in genere...comunque bella la tua lettera Vincè...ciao!

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  2. La tua lettera è perfetta: posso mettere umilmente la mia firma sotto alla tua?

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  3. Certo Zio, penso che un pò tutti gli interisti si immedesimino nelle mie parole, perchè Mourinho è e resterà per sempre l'allenatore più interista che sia mai esistito.

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  4. Ha fatto la sua parte e lo dobbiamo ringraziare...oltre alle vittorie ha dato una mentalitá vincente alla squadra che prima non aveva...ma questa é la vita ...tutto passa e tutto scorre ...dirigenti...giocatori...ma l'Inter resta Sempre..

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  5. Una bella lettera Vincenzo, un addio costretto dal nostro ambiente calcistico e dalla smodata ambizione di Josè, che in cuor suo ha sempre desiderato allenare il Real.
    Auguro a Mou tutto il bene possibile, ma sappia che se dovessimo affrontarci, non avrò nessuna pietà ;) la cosa più importante resta e rimane per sempre l'Inter! ;)
    Ciao a tutti ;)

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  6. Mi mancherà un sacco.

    P.s. t'ho rubato il video per il mio post d'addio:)

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  7. Absinto no problem, il video non l'ho fatto mica io :P

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  8. Come sostituire un personaggio del genere?! impossibile...

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